Sì ai figli collocati dal padre economicamente debole per favorire la carriera della madre
In tema di affidamento e collocamento dei figli nell’ambito della separazione giudiziale, nulla osta a disporre l’affidamento condiviso richiesto da entrambi i genitori, con collocamento dei figli presso il padre che si occupa da anni in via prevalente degli stessi, anche al fine di consentire alla moglie di dedicarsi appieno alla professione di notaio. Lo stabilisce il Tribunale di Roma, sez. I, sentenza 4 novembre 2025, n. 1509
Si tratta questo di un provvedimento relativo ad una separazione caratterizzata da una marcata sperequazione patrimoniale e reddituale tra gli sposi, a favore della moglie di professione Notaio, con un reddito mensile di oltre seimila euro nette, a fronte di quello del marito libero professionista anche lui ma con un reddito di circa 600 Euro mensili . La casa familiare è di proprietà della moglie, gravata da mutuo.
Con il decreto in esame, il Tribunale ha assegnato al padre la casa coniugale di proprietà della moglie, collocando presso il medesimo i figli, chiarendo che, in tema di affidamento e collocamento dei figli nell’ambito della separazione giudiziale, nulla osta a disporre l’affidamento condiviso richiesto da entrambi i genitori, con collocamento dei figli presso il padre che si occupa da anni in via prevalente degli stessi, anche al fine di consentire alla moglie di dedicarsi appieno alla professione di notaio.
Sempre sul piano patrimoniale, il Tribunale ha poi quantificato in euro novecento per ciascun figlio l’importo dell’assegno di mantenimento mensile posto a carico della madre, gravata altresì della quota del 75% delle spese straordinarie come disciplinate dal protocollo in essere presso il medesimo Tribunale, con la precisazione che le parti utilizzeranno l’indennità di frequenza percepita da entrambi i figli per il pagamento delle rispettive spese straordinarie.