Uscire dal tunnel dei debiti ecco come: il piano del consumatore

La procedura consente di proporre un piano che preveda anche il soddisfacimento parziale e differenziato dei creditori, senza necessità del loro voto favorevole.
Attraverso un piano di rientro che deve tenere conto dell’entità del debito ma anche delle spese mensili che il consumatore deve sostenere per il sostentamento personale e della famiglia ed in base a questo stabilire una rata sostenibile da dedicare al soddisfacimento dei debiti.
L’accesso resta tuttavia precluso quando il debitore abbia determinato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.
La semplice sproporzione tra debiti contratti e capacità economica non determina automaticamente l’inammissibilità del piano. Occorre una valutazione concreta della condotta del consumatore.
Quanto alla durata, vengono richiamati orientamenti giurisprudenziali favorevoli anche a piani pluriennali, purché economicamente sostenibili e convenienti rispetto all’alternativa liquidatoria.
Alla fine quindi il consumatore in sostanza raggruppa tutti i debiti in un unico proposta di rientro sostenibile, sottoposta all’approvazione del Tribunale .
Al fine di poter accedere al procedimento è necessario presentare :
- Elenco dettagliato dei creditori e delle somme dovute;
- Elenco degli atti di straordinaria amministrazione compiuti negli ultimi 5 anni;
- Copie delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni;
- Indicazioni sugli stipendi, pensioni e altre entrate del debitore e del nucleo familiare;
- Relazione particolareggiata dell’organismo di composizione della crisi, che documenta cause, capacità di diligenza, motivazioni dell’incapacità di pagamento e attendibilità della documentazione
Tutti i creditori dovrebbero intervenire e fare osservazioni nel procedimento ma l’esito non è normalmente condizionato al loro arer quello che il Tribunale valuta è essenzialmente:
- fattibilità del piano,
- meritevolezza (in certi casi),
- correttezza e fattori di legge