202509.30
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Mantenimento figli, la Cassazione detta le nuove regole: cosa cambia

Il diritto di famiglia si evolve continuamente seguendo l’evoluzione della società e anche la determinazione dell’assegno del mantenimento dei figli in sede di separazione, non fa eccezione a questa regola.

Recentemente infatti la Corte di Cassazione con tre recenti ed importanti pronunce determina i criteri per quantificare l’assegno di mantenimento dei figli minori o maggiorenni non ancora autosufficienti.

La Cassazione parte da un principio assoluta ovvero quella della bidimensonalità: da un lato considerare il rapporto genitori figli, rapporto che si fonda su di un principio di uguaglianza, ovvero non ha rilevanza i fatto che i golfi appartengano and un copia sposata o meno, entrambi hanno gli stessi identici diritti; dall’altro il rapporto tra i genitori separati governato invece da un principio di proporzionalità, Secondo questo principio, entrambi i genitori sono tenuti ad adempiere ai loro obblighi verso la prole in proporzione alle rispettive sostanze e alla propria capacità di lavoro, sia essa professionale o casalinga.

Fatto questa premessa esistono cinque e apramtri per calcolare l’assegno : 1) le attuali esigenze del figlio , deve essere quindi una valutazione legata al presente ed i suoi bisogni concreti n relazione all’età che il minore ha al momento della separazione dei genitori .2) Il tenore di vita goduto in costanza di convivenza : l’assegno deve garantire al figlio lo stesso tenero di vita in modo che venga limitato il trauma della separazione; 3) Le risorse economiche di entrambi i genitori . non si Guarda solo dal reddito ma a tutte le sostanze di cui dispongono 4) la valenza economica dei compiti domestici e di cura: la Cassazione riconosce che il lavoro casalingo e l’assistenza diretta ai figli hanno un valore economico che deve essere considerato. Il genitore che si occupa prevalentemente della cura quotidiana dei figli, di fatto, fornisce un contributo che va oltre l’esborso monetario.

Si precede inoltre a secondo dell’età del figlio quando viene determinato l’assegno si deve prevedere , e questa è la grande novità , un aumento automatico con la crescita dei figli . L’aumento delle esigenze dei figli legato alla loro crescita è un “fatto notorio“. Questo significa che si tratta di una circostanza così ovvia e conosciuta che non necessita di essere provata in giudizio dal genitore che chiede la revisione dell’assegno.

Ciò vuol dire che si rivede un aumento indipendentemente dal miglioramento delle condizioni economiche e patrimoniali del genitore obbligato; la crescita dei figli, con i connessi maggiori costi per cibo, vestiti, istruzione e vita sociale, è considerata una variabile che impone di per sé un adeguamento del contributo.

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