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Nasce l’albo ufficiale degli influencer: quando la condotta di un influencer non è un’opzione

Il diritto deve sottostare a quelle che sono le esigenze e le trasformazioni di una società ed è quindi costretto a normare quando queste trasformazioni cambiano la società in cui opera –

E’ il caso degli inlfuncèer fenomeno che negli ultimi anni ha preso sempre più piede diventando un evidente fenomeno sociale, ciò ha comportato che l’Autorità proposta alla supervisione degli strumenti di comunicazione (i.e. l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, AGCOM), ponesse dei “paletti” all’attività svolta da questi soggetti.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha introdotto un registro ufficiale per gli influencer, già vigente a decorrere dall’8 novembre 2025, con l’obiettivo di disciplinare in modo più stringente un settore caratterizzato da crescente rilevanza economica e sociale.

In pratica si è imposta agli influencer il rispetto di regole uguali a quelle di cui dal Testo unico della legge sui servizi di media audiovisivi destinato quindi a trovare applicazione anche nei confronti degli infliencer rilevanti ovvero quelli che hanno oltre 500.000 follower e/o con almeno un milione di visualizzazioni medie mensili sui propri canali social.

I principi ofndalmetali del testo unico sono i seguenti :
Libertà e pluralismo: Garanzia di libertà di espressione, pluralismo dell’informazione, obiettività e contrasto alla disinformazione.
Tutela dell’utente: Si tutela la dignità umana, la non discriminazione e i dati personali.
Protezione dei minori: Si vietano trasmissioni dannose per lo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori, con norme specifiche per orari e contenuti.
Servizi di interesse generale: Si garantisce un’adeguata rilevanza ai servizi di interesse pubblico, anche sulle piattaforme digitali.
Comunicazioni commerciali: Sono regolamentate le pubblicità, i messaggi sponsorizzati e le televendite, con divieto di contenere discriminazioni o promuovere comportamenti pericolosi.
Rettifica: Le persone lesi da affermazioni non vere hanno il diritto di chiedere la diffusione di una rettifica.
Regolamentazione: I fornitori devono rispettare le leggi e, nel caso di piattaforme per la condivisione di video, anche le direttive europee per l’individuazione dello stato membro di riferimento.
Informazione: I fornitori devono fornire informazioni chiare agli utenti.
Autorizzazione: I fornitori sono tenuti a informare l’Autorità garante delle comunicazioni (AGCOM).
Guardrail: Devono rispettare i limiti per le comunicazioni commerciali, la protezione dei minori e gli altri principi stabiliti dalla legge.

Tali soggetti, infatti, sono tenuti a compilare una tantum e al raggiungimento di tali soglie l’apposito modulo messo a disposizione sul sito dell’AGCOM, a seguito del cui invio gli stessi vengono inseriti nell’albo degli influencer rilevanti. Vale la pena notare che si tratta di un vero e proprio obbligo, la cui mancata osservazione può portare a una sanzione amministrativa pecuniaria anche molto rilevante. Le sanzioni comminate dall’AGCOM possono infatti raggiungere i 250.000 euro nei casi meno gravi e i 600.000 euro per le violazioni più gravi. In definitiva, la mancata iscrizione al registro in parola (se dovuta) espone l’influencer rilevante a sanzioni amministrative pecuniarie assimilabili a quelle previste per la violazione, mediante pubblicazione di contenuti illeciti, del Codice di Condotta e delle altre disposizioni da quest’ultimo richiamata.

l quadro normativo destinato alla figura dell’influencer, incontra nell’istituzione di un elenco destinato agli influencer rilevanti l’ennesimo sforzo dell’AGCOM per tracciare, circoscrivere e definire ulteriormente aspetti dirimenti del diritto in parola, incidendo concretamente sul chi, come e quando devono trovare applicazione disposizioni nate essenzialmente nel contesto della regolamentazione dei media audiovisivi, ai quali vengono oggi paragonati i contenuti digital promossi dagli influencer. Questo significa, ad esempio, che ogni contenuto sponsorizzato dovrà essere chiaramente identificato, riducendo il rischio di pubblicità occulta, e parimenti dovrà essere identificato chi lo pubblica, così dovendo auspicabilmente aumentare la Delibera in questione la fiducia degli utenti non soltanto, a ben vedere, nei confronti dei contenuti digitali e delle figure che li producono, ma anche nei confronti dell’Autorità preposta alla loro vigilanza.

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